Massimo Rizzante

Massimo Rizzante at Songshang airport 03Massimo Rizzante (1963) è poeta, saggista e traduttore. Ha fatto parte, dal 1992 al 1997, del Seminario sul Romanzo Europeo diretto a Parigi da Milan Kundera. Dal 1993 al 1996 è stato redattore della rivista letteraria Baldus. Dal 1994 è redattore della rivista L’Atelier du roman. Insegna Letteratura italiana contemporanea e Letterature comparate all’Università di Trento.

Ha pubblicato:

  • Lettere d’amore e altre rovine (raccolta di poesie), Biblioteca cominiana 1999;
  • L’albero. Saggi sul romanzo, Marsilio 2007;
  • Nessuno (raccolta di poesie), Manni 2007;
  • Non siamo gli ultimi (saggio, premio Dedalus), Effigie 2009;
  • Scuola di calore (raccolta di poesie), Effigie 2013;
  • Un dialogo infinito. Note in margine a un massacro (saggio), Effigie 2015.

Ha tradotto:

  • Milan Kundera, Il sipario, Adelphi 2005;
  • Milan Kundera, Un incontro, Adelphi 2008;
  • Milan Kundera, La festa dell’insignificanza, Adelphi 2013.

Ha curato:

  • O.V. de L. Milosz, Sinfonia di novembre e altre poesie, Adelphi 2008;
  • M. Crnjanski, Lamento per Belgrado, Ponte del Sale 2010;
  • H. Broch, I sonnambuli, Mimesis 2010;
  • M. Torga, L’universale è il locale meno i muri, Murene 2011;
  • Scuola del mondo. Nove saggi sul romanzo del xx secolo, Quodlibet, 2012;
  • N. Kachtitsis, Punto vulnerabile, La camera verde 2012;
  • O. Lamborghini, Il ritorno di Hartz e altre poesie, Scheiwiller 2012;
  • J. Goytisolo, Esiliato di qua e di là, Mimesis 2014;
  • T.G. Pavel, Le vite del romanzo. Una storia, Mimesis 2015.

sito web: www.massimorizzante.com

 

Ricordi della natura umana

(romanzo in nove capitoli – disponibile da ottobre 2017)

Ricordi della natura umana è un romanzo in nove capitoli o, se si vuole, un romanzo composto da nove racconti. Il personaggio che parla è sempre lo stesso e attraversa, con il suo tono tragicomico, lo spazio e il tempo. Può farlo perché è nella sua natura. Può ritrovarsi in una stazione termale del Sud Tirolo, frequentata da Fliess e Freud, alle prese con gli effetti devastanti della cristalloterapia e immerso, oltre che nelle acque sulfuree di una piscina, nelle vicende del geologo francese Déodat de Dolomieu che nel 1789, scoprendo la particolare conformazione di una roccia, dà il suo nome a quella parte delle Alpi. O negli anni Novanta del secolo scorso, quando, in piena guerra dei Balcani, si vede sbalzato a Boston, dove, dopo un breve dialogo con Keith Botsford e Saul Bellow, ne intrattiene uno, tanto lungo quanto fatale, con l’amico Nedko Serbajenov, il più grande artista del suo tempo. Nel 1855 è a Sebastopoli durante il primo assedio della città (sarà presente anche agli altri due, nel 1942 e nel 2014), trascorre alcuni giorni nel campo di sterminio di Treblinka in compagnia di un educatore polacco e di duecento bambini per poi assistere, nel 1905, nella Taipei sotto il dominio giapponese, alla morte della madre del suo amico Koko. Verso la fine del libro la sua voce risuona a Città del Messico, dove discute della libertà dei morti in presenza di un levriero soppresso con un colpo di pistola da un poeta siriano, esule e nostalgico della sua patria. Il libro è un vagabondaggio nella Storia, un grand jeu, una biografia sovrapersonale, un segreto trattatello sull’amicizia, un’interrogazione su quel che resta della natura umana in un’epoca, la nostra, in cui la specie Homo Sapiens, in bilico tra ansia e rassegnazione, sembra attendere dalla scienza e dalla tecnica il gong per diventare finalmente immortale.

L’indice: Il terzo assedio di Sebastopoli – Un artista del nostro tempo – Huetor Vega – Eleusi – Tutti desiderano lasciare un segno del loro passaggio – La crociata di K. – I morti sono liberi? – Il grande gioco – Koko o la prova inconfutabile.

 

Scarica la scheda di Massimo Rizzante in pdf: sc_rizzante_m

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